A Gilberto Barburini viene conferito il secondo premio della galleria San Fedele per il bozzetto di scena de La Tempesta di Shakespeare il 27 giugno 1953. La giuria del Premio era costituita da Leonardo Borgese, Carlo Cardazzo, Stefano Cairola, Carlo Carrà, Luigi Figini, Giorgio Kaisserlian, Ennio Merlotti, Mario Sironi.

Senza titolo, 1970, china su carts, 49x96 cm.

Opera riprodotta sul manifesto della personale alla galleria Triade di Torino del 1971.

Gilberto Barburini in vacanza a Tarvisio negli anni Sessanta del novecento.

Nella primavera del 1969, Gilberto Barburini teneva la sua prima personale alla galleria Triade di Torino.

Un archivio

vivo

Per custodire l’eredità artistica e per conoscere Gilberto Barburini

Il progetto

Carla Papucci e Gilberto Barburini si sono incrociati in una fase avanzata del loro percorso di vita. Con la scomparsa di Gilberto, nel 2016, è stato possibile disporre di una grande quantità della sua produzione artistica, sia nel campo della pubblicità realizzata a Milano, sia nell’attività pittorica, continuata con tanta passione in Friuli.

Ciò che di Gilberto aveva colpito Carla era soprattutto la sua ricerca del senso profondo delle cose, dell’armonia che si sprigiona quando c’è equilibrio tra loro.

“Percepivo la sua meraviglia davanti al compiersi di alcune produzioni. Non era compiacimento, era il riconoscere quella giusta resa del suo sentire”.

In Gilberto c’era un forte legame tra estetica ed etica, espressione di un’intensa umanità che ha caratterizzato anche il rapporto con la moglie, fondato su un reciproco rispetto nella gestione del tempo condiviso.

Udine, 15-02-2018 - Presentazione Mostra Gilberto Barburini - Università degli studi di Udine - Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale - Palazzo Caiselli - TRA TERRA E CIELO - Interventi di Andrea Zaninni, Alessandro Del Puppo, Sara Adorinni e Carla Papucci Barburini - Foto © 2017 Alice BL Durigatto

Carla Papucci Barburini ha voluto fortemente far conoscere suo marito Gilberto attraverso più canali.

Si segnala la pubblicazione del libro “Gilberto Barburini – Grafica pubblicitaria e pittura”, curato da Mirella Branca ed edito da FORUM editrice. 

Carla Papucci

Promuovere conoscenza, custodire eredità

Originaria di Buja (UD) ma di padre fiorentino, è stata docente di lingua e letteratura francese nelle Scuole di Primo e Secondo grado. Sensibile alle tematiche sociali ha collaborato per molti anni con il Ce.V.I. (Centro di Volontariato Internazionale) di Udine avviando dei progetti di scolarizzazione tra i Tuareg del Nord del Mali e in seguito anche del Niger. Ha tradotto vari testi dal francese di alcuni protagonisti della cultura di questo popolo e ha promosso varie iniziative per una loro conoscenza più diretta ed autentica. Dopo la morte del marito si è impegnata a raccogliere il vasto materiale che egli aveva lasciato e a redigere l’archivio che ora si trova, nella sua totalità, nella casa di Buja. Nel 2022, visto i buoni rapporti con l’Università di Udine, ha donato alla stessa una collezione di opere grafiche di importanti artisti italiani e internazionali del ‘900; dal 2023 ha promosso delle borse di studio in memoria di Gilberto Barburini anche al fine di far conoscere e valorizzare il suo operato.
Tra le prime iniziative si segnala l’opuscolo “Gilberto Barburini in-viaggio” a cura di Dino Durigatto e un DVD con video presentazione della vita e delle opere dell’artista  in accompagnamento alla mostra organizzata dal Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università di Udine. 

La collezione di grafiche

Percorso tra le espressioni grafiche del dopoguerra europeo

La raccolta nasce dalla passione collezionistica di Barburini che, grazie ai suoi rapporti con le gallerie milanesi, costruì un nucleo che spazia dal surrealismo europeo alle più significative espressioni artistiche del dopoguerra.
Realizzate da grandi maestri italiani e internazionali – tra cui Erich Heckel, Alberto Magnelli, Jean Arp, Lynn Chadwick, André Masson, Graham Sutherland, Joan Mirò, Victor Pasmore, Antoni Tàpies, Jacques Villon e Alberto Martini – le opere offrono un viaggio nell’arte europea del secondo dopoguerra.

Grazie alla collaborazione tra Carla Papucci e il prof. Alessandro Del Puppo, le opere sono oggi esposte in via definitiva nelle sale di Palazzo Caiselli, arricchendo le collezioni accademiche.

Donazione all'università

Una preziosa collezione di artisti italiani e internazionali grazie al lascito di Carla Papucci a favore dell’Ateneo.

All’Università di Udine è visibile la preziosa collezione di quindici opere di grafica del Novecento donata da Carla Papucci.
Alla cerimonia di inaugurazione del 29 aprile 2022 hanno preso parte Carla Papucci, la prof.ssa Linda Borean (direttrice del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale), il prof. Alessandro Del Puppo (ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea) e il dottorando William Cortès Casarrubios.

Scopri la collezione a Palazzo Caiselli: un’occasione unica per entrare in contatto con una stagione straordinaria dell’arte grafica del Novecento.

Borsa di studio

Borse di studio “Gilberto Barburini”: sostegno alle nuove promesse del Liceo “G. Sello” dal 2023

Carla Papucci, in collaborazione con l’Associazione Artésello, mette a disposizione due borse di studio intitolate alla memoria di Gilberto Barburini. Artésello, che riunisce docenti, dirigenti, personale ATA ed ex-studenti del Liceo Artistico e dell’Istituto d’Arte “Giovanni Sello” di Udine, si impegna da sempre a rafforzare i legami di amicizia tra i soci e a promuovere iniziative culturali e artistiche.
Istituite nel 2023, le borse di studio sono rivolte agli studenti e studentesse della quinta del “G. Sello” con diploma da almeno 90/100, buon rendimento, situazione economica da considerare e intenzione di proseguire gli studi.

Gilberto Barburini al lavoro in un set di moda per lo studio Damioli, metà anni '60

Un album visivo tra grafica e pittura del novecento

Il volume Gilberto Barburini – Grafica pubblicitaria e pittura, edito da FORUM e curato da Mirella Branca (storica dell’arte – Firenze), racconta la carriera milanese dell’artista, il dialogo tra il lavoro di art director e la pittura, fino al ritorno in Friuli e a un nuovo slancio creativo. Basato su documenti, testimonianze e un ricco apparato iconografico, il libro si presenta come un album visivo in cui dipinti, bozzetti, fotografie e pubblicità scorrono accanto ai testi, offrendo uno sguardo sull’epoca e sulla versatilità di un maestro del Novecento.